Multifactory

Gallerie d’arte – Panoramica

Questo progetto di trasformazione punta a migliorare l’infrastruttura e l’accessibilità della galleria e degli spazi espositivi, preservando allo stesso tempo il suo ricco retaggio culturale.

Hyatt Regency San Francisco, San Francisco, Stati Uniti

La rivitalizzata Art Gallery ha lo scopo di ridefinire il paesaggio culturale.

Con meticolosa attenzione ai dettagli e una devozione all’eccellenza, creiamo spazi che ispirano, elevano e arricchiscono le vite di chi li abita.

La rinnovata Art Gallery ha il compito di ridefinire l’orizzonte culturale di Toronto, fungendo da punto di incontro tra espressione artistica, coinvolgimento della comunità e meraviglia architettonica. Il progetto di espansione e di ristrutturazione rende omaggio alla ricca storia dell’Art Gallery abbracciandone allo stesso tempo il futuro, assicurando che la galleria rimanga un faro di ispirazione.

La rinnovata Art Gallery ha il compito di ridefinire l’orizzonte culturale di Toronto, fungendo da punto di incontro tra espressione artistica, coinvolgimento della comunità e meraviglia architettonica. Il progetto di espansione e di ristrutturazione rende omaggio alla ricca storia dell’Art Gallery abbracciandone allo stesso tempo il futuro, assicurando che la galleria rimanga un faro di ispirazione.

Études non è confinata nel passato—abbiamo una passione per i design all’avanguardia che danno forma al nostro mondo oggi.

MultiFAQ

Training for Social Innovators

To Make Your Life Sustainable

For 5 Days you Will be Part of a 7000 sq mt Shared Workspace: R84 Multifactory in Italy

You Will Directly Access all the Strategic Aspects to Set Up And Run Such a System.

Titolo pt.1
  1. nei viaggi di ricerca ci siamo imbattuti in alcuni ambienti lavorativi che si basavano sui concetti di condivisione e collaborazione
  2. le persone che ne facevano parte si dicevano felici
  3. abbiamo iniziato a capire che cosa le rendesse felici. Per questo abbiamo analizzato l’etica condivisa che emergeva da questi sistemi sociali. L’etica comune è una mediazione ed è anche significativa degli aspetti valoriali più rilevanti per chi compone quel gruppo
  4. abbiamo delineato per ciascuno spazio i punti salienti
  5. abbiamo confrontato questi punti come emergevano da gruppi molto diversi tra di loro per esperienza, passato, età, istruzione, ecc
  6. abbiamo rilevato costanti e consistenti similitudini. I profili valoriali che emergevano erano sovrapponibili. Gli stili di vita anche
  7. Questo cia ha permesso di arrivare alla PRIMA CONCLUSIONE: esistono degli spazi di lavoro condiviso basati su determinati concetti e le persone che vi lavorano dentro hanno tratti simili
  8. abbiamo ipotizzato di tratteggiare una nuova classe sociale

Titolo pt.2
  1. abbiamo studiato come questi gruppi erano nati. Abbiamo rilevato che
    • erano spazi nati per trial and error e frutto di selezione durissima
    • erano tutti connotati dall’aver superato alcuni passaggi simili
    • questi passaggi erano corrispondenti a diverse “aree tematiche “ (che divenivano importanti in momenti differenti)
  2. abbiamo provato a capire se fosse possibile trarre dall’unione delle varie esperienze un “percorso” per creare spazi simili. Un “modello” per realizzarli partendo da zero e con probabilità di riuscita
  3. abbiamo realizzato il modello multifactory
  4. PRIMA DOMANDA: ma il modello funzionerà nella gestione quotidiana? abbiamo testato il modello su una realtà già esistente (Bigmagma)
  5. SECONDA DOMANDA: ma il modello è replicabile? Se lo segui ne puoi fare altre? La domanda è importante perché risponde a un quesito più forte: se esistono persone collaborative, possono trovare un ambiente di sviluppo professionale fatto per loro? Se il modello è replicabile, sì. abbiamo applicato il modello, proponendo delle Call. Questo significa lanciare un amo e chiedere “c’è qualcuno interessato a un ambiente fatto così?”
  6. persone hanno risposto. Questo significa che CI SONO ALTRE PERSONE che vogliono svilupparsi professionalmente in contesti collaborativi e che non possono farlo per mancanza di ambienti idonei, ma se glieli fornisci poi vi entrano
  7. il modello funziona. Le persone lavorano, prosperano, crescono, si dicono felici e costruiscono collettività che esprimono valori coerenti con quelli delle collettività studiate in precedenza
  8. altra domanda: IL MODELLO E’ TRASFERIBILE? Quindi, se si danno indicazioni corrette ad altri iniziatori, poi funziona?
  9. altra domanda: IL MODELLO E’ SCALABILE? Quindi, se funziona in piccolo, poi potrà funzioanre in grande?
  10. altra domanda: se fossero disponibili ovunque ambienti collaborativi, quale sarebbe la percentuale di persone che sceglierebbe di operare collaborativamente, invece che competitvamente?
  11. Abbiamo proposto il modello ad una società che si occupa di reindustrializzazione di aree dismesse e fatto nascere una multifactory da zero basata sul nostro modello, R84. (Abbiamo esplorato lo scenario “multifactory” fino all’ultimo step: da scenario a realtà). Il modello è scalabile.
  12. Ne abbiamo avviate altre due: Risma11, a Bergamo ed infatti9 a Biassono